La regolamentazione europea ridisegna le restrizioni progettuali molto più rapidamente delle tendenze estetiche. Due testi principali, la direttiva EPBD rivista e il nuovo Regolamento sui Prodotti da Costruzione, impongono alle agenzie e agli studi tecnici un ricalibraggio dei loro metodi fin dalla fase di schizzo. Le novità in architettura e costruzione per i prossimi mesi si leggono prima in questi quadri normativi, prima di tradursi in scelte di materiali o in volumi.
Carbonio incorporato e direttiva EPBD: il vero cambiamento normativo in costruzione
La direttiva EPBD rivista (Direttiva UE 2024/1275) impone la dichiarazione del potenziale di riscaldamento globale sul ciclo di vita a partire dal 2028 per gli edifici nuovi di oltre 1.000 m², e poi per tutti gli edifici nuovi a partire dal 2030. Questo calendario sposta l’ago della bilancia: la prestazione energetica in esercizio non è più sufficiente, è il carbonio incorporato nei materiali, nel trasporto e nell’implementazione che entra nel campo normativo.
Per gli architetti, ciò significa integrare un’analisi del ciclo di vita (ACV) fin dai primi schizzi, non alla fine del DCE. La scelta tra una struttura in cemento, legno o mista non dipende più solo dalla portata strutturale o dal budget: condiziona la conformità del progetto.
Osserviamo che i committenti pubblici iniziano a inserire soglie di carbonio nei loro programmi, anticipando le obbligazioni del 2030. Le agenzie che non dispongono ancora di strumenti ACV integrati nel loro flusso di lavoro BIM accumulano un ritardo operativo difficile da recuperare in pochi mesi. Per seguire le notizie su Archi Line, è un tema ricorrente da diversi trimestri, segno che il settore del legno si sta preparando attivamente.

Passaporto prodotto digitale: cosa cambia il nuovo regolamento sui prodotti da costruzione
Il Regolamento sui Prodotti da Costruzione (UE) 2024/3110 è applicabile dal 8 gennaio 2026. Il suo contributo più strutturante per la progettazione architettonica: l’introduzione di un passaporto prodotto digitale. Ogni materiale immesso sul mercato europeo dovrà essere accompagnato da un insieme di dati standardizzati, leggibili da macchina, che coprano le sue caratteristiche ambientali e tecniche.
Non si tratta di un semplice cambiamento amministrativo. In pratica, i dati sui materiali diventano un oggetto normativo, non solo una scheda commerciale PDF. Un architetto che prescrive un isolante biosourced o un calcestruzzo a basse emissioni di carbonio potrà fare affidamento su dati comparabili, verificabili e opponibili in caso di controversia.
Conseguenze dirette sulla prescrizione
La prescrizione nel CCTP evolverà. Le clausole “o equivalente” dovranno basarsi su criteri misurabili derivanti dal passaporto digitale, non su prestazioni dichiarate su catalogo. Raccomandiamo alle agenzie di rivedere le loro biblioteche di materiali fin da ora per identificare i prodotti di cui i produttori non offrono ancora dati conformi al nuovo quadro.
- Le schede FDES francesi dovranno articolarsi con il formato europeo del passaporto prodotto, il che implica un aggiornamento da parte dei produttori
- I software di redazione del CCTP che integrano la base INIES dovranno adattare i loro connettori per sfruttare i dati del passaporto digitale
- I progettisti che lavorano in BIM 5D (costi) o 6D (ciclo di vita) ottengono un vantaggio immediato, poiché il passaporto alimenta direttamente queste dimensioni
Reporting carbonio in costruzione: soglie selettive e impatto sui progetti di ristrutturazione
Le esigenze di reporting carbonio diventano più selettive a seconda delle dimensioni e della destinazione dell’edificio. Questa granularità normativa crea un’asimmetria: un progetto di ristrutturazione di alloggi collettivi in centro città non è soggetto alle stesse restrizioni di un nuovo edificio terziario in periferia. Gli architetti devono identificare molto presto in quale regime normativo rientra il loro progetto.
Per la ristrutturazione, settore che rappresenta la maggior parte del volume di lavori in Francia, il carbonio incorporato nei materiali di sostituzione (infissi, isolamento, rivestimenti) entra progressivamente nei calcoli. Un cantiere di ristrutturazione energetica che sostituisce finestre in PVC con alluminio a rottura di ponte termico modifica sensibilmente il bilancio carbonico globale, anche se la prestazione termica raggiunta è identica.
Arbitraggio tecnico tra prestazione energetica e impronta materiali
L’arbitraggio non è più binario. Osserviamo che alcuni progetti di ristrutturazione raggiungono una migliore prestazione globale (energia + carbonio) mantenendo elementi strutturali esistenti piuttosto che demolendo per ricostruire secondo le normative attuali. Il riutilizzo strutturale diventa un leva di conformità, non solo una scelta etica.

Gemelli digitali e gestione dei rischi: oltre il BIM classico
Il gemello digitale supera il modello BIM di progettazione. Le applicazioni recenti riguardano la gestione dei rischi in fase di esercizio, in particolare per gli edifici situati in zone esposte (inondazioni, ritiro-gonfiore delle argille, sismicità moderata). Il gemello digitale consente di simulare il comportamento dell’edificio di fronte a scenari climatici aggiornati, non solo di fronte ai dati storici utilizzati durante la progettazione iniziale.
Per i nuovi progetti in città, questa tecnologia modifica la progettazione delle fondazioni e delle involucrature. Un architetto che progetta un edificio di alloggi collettivi in un comune interessato dal ritiro-gonfiore delle argille può regolare l’inerzia termica dei muri, la profondità delle fondazioni e il drenaggio perimetrale sulla base di proiezioni climatiche a 30 anni, integrate nel modello digitale.
- Il gemello digitale alimenta i dossier di permesso di costruzione nelle zone a rischio, fornendo simulazioni opponibili
- Le compagnie assicurative iniziano a integrare questi dati nella valutazione del rischio decennale
- Le autorità locali utilizzano gemelli digitali urbani per arbitrare tra densificazione e resilienza climatica
Materiali biosourced e calcestruzzo a basse emissioni di carbonio: a che punto è il settore
Il calcestruzzo a basse emissioni di carbonio e i materiali biosourced (legno CLT, canapa, paglia compressa) non sono più soluzioni di nicchia. Il settore si struttura attorno a norme di applicazione stabilizzate, il che solleva il principale freno alla prescrizione nel mercato pubblico. I feedback di cantiere sugli edifici consegnati negli ultimi tre anni mostrano prestazioni termiche conformi alle simulazioni, anche in clima continentale.
Il punto di attenzione rimane l’approvvigionamento. I tempi di consegna per il legno CLT di grande sezione rimangono lunghi, e la disponibilità di calcestruzzo a basse emissioni di carbonio varia a seconda delle centrali regionali. Un progetto di costruzione sostenibile deve integrare queste vincoli logistici fin dal calendario previsionale, pena il rinvio della consegna.
L’architettura e la costruzione nel 2026 si definiscono meno per scelte formali che per la capacità delle agenzie di integrare questi quadri normativi nel loro processo progettuale. I testi europei fissano un calendario serrato, e i committenti più avveduti lo hanno già tradotto in requisiti programmatici. Le agenzie che padroneggiano l’ACV, il passaporto prodotto digitale e il gemello digitale dispongono di un vantaggio competitivo misurabile sugli appalti pubblici e privati.



